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gare pubbliche

È possibile sigillare l'offerta anche senza ceralacca

Il TAR Catania offre una lettura antiformalistica.

Un Comune siciliano indiceva una procedura negoziata per la fornitura di segnaletica stradale. Il concorrente collocatosi in seconda posizione ha impugnato gli atti di gara e ne ha chiesto l’annullamento sostenendo che l’aggiudicatario doveva essere escluso dalla gara giacché il plico contenente i documenti e l’offerta non era stato sigillato integralmente, così come espressamente richiesto nel bando di gara (in particolare non era stata effettuata la sigillatura con ceralacca del lembo centrale della busta).

Il TAR Catania, Sezione II, con sentenza del 5 marzo 2018, ha respinto l’impugnativa.

Secondo i giudici siciliani, infatti,  il verbo “sigillare” è ormai utilizzato nel linguaggio comune non nel suo significato etimologico e letterale di “apposizione di un sigillo”, ma in quello estensivo indicante una chiusura ermetica tale da impedire ogni accesso o di rendere evidente un tentativo di apertura: e, quindi, l’uso di un sigillo in ceralacca (pur essendo previsto dal bando) non può ritenersi strumento esclusivo indispensabile per impedirne la manomissione (apertura e successiva richiusura) a plico inalterato, costituendo invero l’apposizione dei timbri e la controfirma sul lembo di chiusura – da intendersi quale imboccatura della busta soggetta ad operazione di chiusura a sé stante, talché è sufficiente che l’adempimento formale imposto alle imprese concorrenti venga limitato ai lembi della busta chiusi dall’utilizzatore, con esclusione di quelli preincollati dal fabbricante – una modalità di sigillatura di per sé idonea e sufficiente a prevenire eventuali manomissioni.

Nel caso di specie il ricorrente, oltre a non fornire alcuna prova di quanto contestato (vale a dire la mancata sigillatura della parte centrale della busta) non ha in alcun modo dimostrato come gli accorgimenti di chiusura delle buste utilizzati dall’aggiudicatario (che aveva dettagliatamente descritto nella nota di risposta al preavviso di ricorso) si fossero, concretamente, rivelati non idonei ad assicurarne l’integrità.

Fonte: Massimario G.A.R.I.

 

Rodolfo Murra

(6 marzo 2018)

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