Condividi la notizia

Enti Locali

Centralizzazione degli acquisti: gli obblighi sull'accertamento e sulla riscossione delle entrate

Il Comunicato dell'Autorità Nazionale Anticorruzione sull’applicazione dell’art. 33, comma 3-bis del Codice dei Contratti Pubblici.

È stato pubblicato in data 7.1.2015 il comunicato dell'Autorità Nazionale Anticorruzione del 22 dicembre in merito all’applicazione dell’art. 33, comma 3-bis del Codice dei Contratti Pubblici, ai servizi di accertamento e riscossione delle entrate.

Con nota acquisita al protocollo di questa Autorità n. 155617 del 18.11.2015, l’Associazione Nazionale Aziende Concessionarie Servizi Entrate Enti Locali (ANACAP) ha trasmesso la risoluzione con la quale ha ritenuto non sussistente per gli enti locali l’obbligo di centralizzazione degli acquisti di cui all’art. 33, comma 3-bis, del Codice dei Contratti Pubblici in relazione agli affidamenti dei servizi di accertamento e riscossione dei tributi, in considerazione della qualificabilità degli stessi come concessioni di servizi pubblici. Al riguardo, l’Autorità ritiene di dover rappresentare quanto segue.

Nella prassi è possibile rinvenire affidamenti a soggetti terzi della gestione delle entrate tributarie e patrimoniali di un ente locale sia mediante contratti di concessione che mediante contratti di appalto. Sul tema sono, peraltro, rinvenibili orientamenti dottrinali e giurisprudenziali oscillanti.

Sul punto, l’Autorità evidenzia che la nuova direttiva 23/2014/UE, affermando la natura contrattuale della concessione, specifica con chiarezza che la differenza con l’appalto si concreta nella circostanza che il corrispettivo del servizio è costituito unicamente dal “diritto di gestire” lo stesso oppure da tale diritto accompagnato da un prezzo, quindi dal diritto allo sfruttamento economico del servizio offerto. Per tale ragione, il contenuto necessario del contratto di concessione è il trasferimento in capo all’operatore economico del cd. “rischio operativo”, inteso come rischio di esposizione alle fluttuazioni del mercato, che possono derivare da un rischio sul lato della domanda o sul lato dell’offerta o contestualmente da entrambi. Come chiarito dal Considerando 20 della predetta direttiva, il rischio operativo dovrebbe derivare da fattori al di fuori dal controllo delle parti. Pertanto, rischi collegati ad una cattiva gestione, inadempimenti contrattuali dell’operatore economico o causati da forza maggiore non sono decisivi per classificare un contratto come concessione, poiché rischi del genere sono insiti in ogni contratto, a prescindere che sia un appalto pubblico o una concessione. 

Sulla base di tale premessa l'ANAC ritiene che "nel caso dei servizi di accertamento e riscossione delle entrate degli enti locali non sembra rinvenibile il trasferimento del cd. “rischio di domanda” (ossia, il rischio che la domanda dei servizi sia superiore o inferiore al previsto) al momento che la domanda di tali servizi proviene dagli enti locali e non dai privati, soggetti all’imposta. Inoltre, non sussiste in capo ai privati la facoltà di scegliere se avvalersi o meno di quel servizio, dal momento che gli stessi “soggiacciono” a tale servizio, trattandosi appunto di imposte e/o tasse che devono essere versate in presenza dei presupposti di legge. Non sembra, quindi, sussistere neppure il rischio sul lato dell’offerta (ossia, il rischio che la fornitura di servizi non corrisponda alla domanda).
Pertanto, gli affidamenti in questione non sembrano pienamente riconducibili nel tipico modulo concessorio.

Tuttavia, deve altresì rilevarsi che nella prestazione dei servizi in esame, a seconda di come sia concretamente definito il rapporto contrattuale, possono gravare sull’operatore economico specifici rischi economici, che potrebbero condurre a ritenere sussistente la natura di concessione per tali servizi. È, ad esempio, il caso della riscossione coattiva, per la quale la natura e l’entità del rischio trasferito potrebbero comportare la possibilità che l’affidatario non riesca a recuperare, neppure nel caso di gestione virtuosa del servizio, gli oneri necessari per l’approntamento e l’affinamento di strumenti e procedure impegnativi, che obbligano l’operatore economico ad investimenti significativi in strumenti informatici e reperimento o formazione di figure professionali di alto profilo. In tale situazione, assume particolare valenza la modalità di calcolo dell’aggio riconosciuto all’operatore economico (se in percentuale sulle somme accertate oppure su quelle riscosse; se è previsto o meno un minimo garantito all’amministrazione) e la relativa quantificazione in relazione ai costi presunti da sostenere per l’esecuzione dei servizi.

Si ricorda, al riguardo, che il legislatore europeo ha chiarito che «Ai fini della valutazione del rischio operativo, dovrebbe essere preso in considerazione in maniera coerente ed uniforme il valore attuale netto dell’insieme degli investimenti, dei costi e dei ricavi del concessionario» (Considerando 20 della direttiva 2014/23/UE) e che «i contratti che non implicano pagamenti al contraente e ai sensi dei quali il contraente è remunerato in base a tariffe regolamentate, calcolate in modo da coprire la totalità dei costi e degli investimenti sostenuti dal contraente per la fornitura del servizio, non dovrebbero rientrare nell’ambito di applicazione della presente direttiva» (Considerando 17 della direttiva 2014/23/UE) e, quindi, non costituire una concessione.

Alla luce di quanto sopra, l’Autorità ritiene che, in generale, l’assenza di un prezzo al mercato, l’inelasticità della domanda all’aggio praticato, il carattere prevalentemente strumentale dell’attività prestata dall’agente della riscossione e l’entità ridotta di rischio sopportato dallo stesso fanno propendere per la natura di appalto degli affidamenti in parola, con conseguente applicazione dell’obbligo di centralizzazione degli acquisti di cui al comma 3-bis dell’art. 33 del Codice dei contratti pubblici.

Tuttavia, laddove, per lo specifico contenuto del rapporto contrattuale, lo stesso risulti inquadrabile nel modulo concessorio, in osservanza dei principi stabiliti dall’ordinamento nazionale ed europeo e dei criteri elaborati dalla giurisprudenza, potrà ritenersi non applicabile il disposto di cui al comma 3-bis dell’art. 33 del Codice dei contratti pubblici. Al riguardo, si ritiene opportuno evidenziare che, peraltro, proprio nel caso dei servizi che teoricamente potrebbero rientrare nel modello concessorio, l’aggregazione degli acquisti potrebbe dare i maggiori vantaggi per i comuni medio-piccoli. Infatti, al rischio trasferito e agli investimenti richiesti all’affidatario potrebbero essere associate rilevanti economie di scala, di cui i singoli comuni potrebbero beneficiare ottenendo un aggio inferiore e una migliore qualità del servizio.

D’altra parte, l'ANAC si ricorda come lo stesso art. 52, comma 5, lett. a), del D.Lgs. n. 446/97 preveda espressamente la possibilità che i comuni procedano a forme aggregative (convenzioni, consorzi, unioni di comuni e comunità montane) per l’attività di accertamento delle imposte locali.

Raffaele Cantone"

Formato Pdf

 

 

La Direzione

(7 gennaio 2016)

© RIPRODUZIONE CONSENTITA Italian Open Data License 2.0
(indicazione fonte e, se possibile, link a pagina)

DIVENTA FAN DEL QUOTIDIANO DELLA P.A.

Potrebbe Interessarti

Condividi la notizia

10 dicembre 2015
A.N.AC. | Il Presidente dell'Autorità Raffaele Cantone ha fornito indicazioni operative sugli adempimenti ex art. 33, comma 3-bis, D. Lgs. n. 163/2006 e modifiche successive.

 
 
Condividi la notizia

22 aprile 2016
Riforme | Comunicato congiunto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio e del Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffele Cantone.

 
 
Condividi la notizia

15 ottobre 2015
Codice dei contratti | In Gazzetta la determina n. 11/2015 dell'Autorità. Dopo due rinvii il nuovo sistema, sia per i lavori che per i servizi, entrerà in vigore il 1° novembre 2015.

 
 
Condividi la notizia

8 giugno 2015
Sblocca Italia | Il decreto contiene una serie di deroghe al codice dei contratti pubblici per snellire e semplificare, ma ci sono difformità nell'applicazione.

 
 
Condividi la notizia

19 dicembre 2015
Anac | I chiarimenti del Presidente Cantone. I programmi e i calendari sono fissi. I quesiti vanno formulati a SNA.

 
 
Condividi la notizia

25 novembre 2014
Appalti pubblici | Il Presidente Cantone ha diramato le prime valutazioni sull'analisi a campione svolta sulle varianti trasmesse dalle Stazioni Appaltanti. Sotto lente soprattutto gli Enti Locali.

 
 
Condividi la notizia

23 dicembre 2015
Mercato Elettronico | I chiarimenti dell'Autorità Nazionale Anticorruzione nel comunicato del Presidente Cantone.

 
 
Condividi la notizia

28 gennaio 2015
Antimafia | Nell'ambito della prevenzione anticorruzione e antimafia, il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, e il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, hanno firmato il 28 gennaio 2015, le seconde linee guida.

 
 
Condividi la notizia

6 maggio 2015
In Evidenza | Accolta la tesi di Enrico Michetti, avvocato per il Comune di Ciampino. Gli Enti Locali possono agire direttamente contro Equitalia, grazie ad un Regio Decreto del 1933, per inadempienze nella riscossione dei tributi comunali.

 
 
Condividi la notizia

3 aprile 2016
Vigilanza e controllo | Firmato il Protocollo per monitorare le procedure di gara per prevenire tentativi di infiltrazione criminale.O

 
 
Condividi la notizia

16 agosto 2016
Appalti | Pubblicati due comunicati del Presidente Cantone sulle tempistiche e le modalità operative

 
 
Condividi la notizia

17 maggio 2014
P.A. e trasparenza | Invocati poteri speciali dal Presidente Cantone.

 
 
Condividi la notizia

24 marzo 2016
Dipartimento delle Finanze | La regola della sospensione dell'efficacia per il contenimento della pressione fiscale nella Risoluzione n. 2/DF del 22 marzo 2016.

 
 
Condividi la notizia

29 gennaio 2015
Antimafia | Nell'ambito della prevenzione anticorruzione e antimafia, il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, e il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, hanno firmato il 28 gennaio 2015, le seconde linee guida.

 
 
Condividi la notizia

10 agosto 2014
Anticorruzione | Chi controlla non può svolgere le funzioni del controllato. L'orientamento dell'Autorità Anticorruzione.

 
 
 
 
 
 

Newsletter Quotidiano della P.A.

Copertina Gazzette
 
Registrati alla newsletter GRATUITA settimanale del Quotidiano della P.A. per essere sempre aggiornato sulle ultime novità.
 
 
 Tweet dalla P.A.
 
CORTE
COSTITUZIONALE
 
CORTE DI GIUSTIZIA DELL'UNIONE EUROPEA
 

Incorpora le Notizie del QPA

QPA Desk

Inserisci sul sito del tuo Ente, sul tuo sito o sul tuo blog, le ultime notizie pubblicate dal Quotidiano della P.A.

Accedi all'interfaccia per l'inserimento cliccando sul pulsante di seguito:

 
 
Chiudi Messaggio
Questo sito utilizza i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione. Per saperne di più accedi alla Informativa sulla Privacy. Procedendo nella navigazione, acconsenti all'uso dei cookie.