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British Library

I quattro manoscritti della Magna Carta saranno riuniti dopo 800 anni

Il documento firmato nel 1215 dal re d'Inghilterra Giovanni Senzaterra e' stato ritenuto dagli studiosi uno dei documenti piu' influenti della storia

Nei giorni scorsi è stata data comunicazione ufficiale che i “Bronzi di Riace” non potranno essere trasportati per essere esposti ad “Expo 2015”, sulla base di una relazione di esperti del settore che hanno ritenuto troppo pericoloso lo spostamento degli straordinari reperti del V secolo avanti Cristo.

Peccato per i visitatori della manifestazione universale che si terrà a Milano a partire dal primo maggio prossimo, perché la presenza delle due statue bronzee avrebbe ulteriormente arricchito la grande rassegna internazionale.

Mentre noi, in Italia, ci rammarichiamo per l’impossibilità di spostare i “Bronzi di Riace”, dall’Inghilterra giunge la notizia, riportata da Panorama, che fra qualche mese la British Library offrirà ad una platea di 1215 persone, rigorosamente estratte a sorte, la possibilità di ammirare i quattro manoscritti ancora esistenti della Magna Carta, proprio l’uno di fianco all’altro.

Le straordinarie opere superstiti saranno riunite a febbraio, per la prima volta dal 1215, per celebrare l’ottocentesimo anniversario della firma dello storico documento.

La Magna Carta (Magna Charta Libertatum) è scritta in latino medievale;  gli studiosi  l’hanno definita il primo documento fondamentale per il riconoscimento universale dei diritti dei cittadini, anche se va naturalmente inquadrata nel contesto di una “giurisprudenza” feudale, all’interno della quale è possibile individuare altri esempi di natura analoga.

Il re d’Inghilterra Giovanni Senzaterra (fratello di Riccardo “Cuor di Leone) fu costretto a concederla ai baroni del regno, suoi feudatari. In sostanza, essa conferma i privilegi del clero e dei feudatari, eliminando o diminuendo l’influenza del re. Sulla stessa linea sono individuabili le concessioni di Federico Barbarossa alla Lega lombarda nel 1183.

Si sostiene che la Magna Carta abbia avuto una straordinaria influenza sia sulla Costituzione degli Stati Uniti d’America, che sulla Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo. Benchè nel corso dei secoli sia stata modificata numerose volte dalle leggi ordinarie emanate dal Parlamento, essa conserva tuttora lo status di “Carta Fondamentale” della Monarchia britannica.

Tra le disposizioni ed i principi più importanti della Magna Carta, si ricordano “il divieto per il sovrano di imporre nuove tasse ai suoi vassalli diretti senza il previo consenso del “Consiglio Comune del Regno”; la garanzia, valida per tutti gli uomini di “condizione libera”, di non poter essere imprigionati senza che prima sia stato celebrato un regolare processo (principio dell’habeas corpus integrum); la proporzionalità della pena rispetto al reato.

Pur presentandosi come una concessione del sovrano, in realtà, la Magna Carta costituiva un vero e proprio contratto di riconoscimento di diritti reciproci. Scritta su fogli di pergamena, essa poneva il sovrano al di sotto della Legge e sanciva tutta una serie di diritti fondamentali per i cittadini del regno.

Sono passati 800 anni da allora e se si pensa alla situazione politica, sociale ed economica dell’epoca, non si fa fatica a valutarne la straordinaria importanza ed efficacia innovativa. Peccato solo che, nonostante siano passati ben otto secoli, in tante parti del mondo -oggetto dell’attenzione dei media anche in questi giorni- di questi “principi” si preferisca fare “carta straccia”.

 

Moreno Morando

(11 ottobre 2014)

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