Condividi la notizia

TAR LAZIO

Il demansionamento nel pubblico impiego è sufficiente per configuare un'ipotesi di mobbing?

Il caso di un militare in servizio presso la Direzione Investigativa Antimafia.

Un brigadiere dell’Arma dei Carabinieri in servizio presso la Direzione Investigativa Antimafia  ricorreva contro il Ministero dell’Interno, il Ministero della Difesa nonché il Comando Generale Arma Carabinieri, innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, chiedendo la condanna delle intimate Amministrazione al risarcimento danni per mobbing.

In particolare, il ricorrente, in servizio dal 1977, era stato assegnato alla D.I.A. dal primo gennaio 1993. Circa tre anni dopo veniva impiegato presso l’Ufficio Amministrazione della D.I.A. con l’incarico di subconsegnatario e, nel 1998, veniva nominato subconsegnatario Responsabile, ruolo ricoperto fino all’anno 2006. Nel ricorso il brigadiere esponeva, tuttavia, che dal mese di febbraio 2006 al mese di giugno 2007, veniva sottoposto a “persistenti  comportamenti vessatori” da parte del dirigente dell’ufficio sopra menzionato, a suo dire originati da alcune segnalazioni che l’odierna parte ricorrente aveva indirizzato al dirigente in merito al comportamento violativo dei doveri d’ufficio posto in essere da una propria collaboratrice. Sicché, sempre secondo quanto asserito da parte ricorrente, il Responsabile dell’ufficio disponeva il suo trasferimento all’ufficio addestramento, determinando perciò un demansionamento dello stesso, il quale da compiti di concetto sarebbe passato a mansioni puramente operative.

Tale situazione, dunque, si ripercuoteva vigorosamente sulle condizioni fisiche e psichiche del ricorrente, al quale, nel giugno 2007, veniva diagnosticato un “disturbo dell’adattamento di tipo ansioso” e, nel medesimo arco temporale, il ricorrente riportava altre patologie, quali il disturbo dell’adattamento ed al sonno. Tali patologie, secondo il brigadiere, configuravano una fattispecie di mobbing causativa di un danno biologico per lesione dell’integrità psico-fisica accertata in misura del 35% pari ad Euro 71.913; di un danno esistenziale pari ad Euro 25.000, del danno da mancato guadagno a causa della retribuzione inferiore goduta, pari ad Euro 44.000; di un danno all’immagine e di un danno da dequalificazione professionale, pari ad Euro 50.000, per un totale complessivo di Euro 190.913, petitum del contenzioso amministrativo oggetto del presente commento.

La Sezione Prima Quater del T.A.R. Lazio, con pubblicata in data 4 febbraio 2019, ha ritenuto infondato il ricorso analizzando dettagliatamente le caratteristiche della fattispecie di mobbing sia in generale che, come nel caso in esame, nel pubblico impiego.

Ai fini della configurabilità del mobbing lavorativo, hanno precisato i Consiglieri di Via Flaminia, “…l’indirizzo uniforme della giurisprudenza amministrativa richiede che debbano ricorrere:

a) una serie di comportamenti di carattere persecutorio – illeciti o anche leciti se considerati singolarmente – che, con intento vessatorio, siano posti in essere contro la vittima in modo miratamente sistematico e prolungato nel tempo, direttamente da parte del datore di lavoro o di un suo preposto o anche da parte di altri dipendenti, sottoposti al potere direttivo dei primi;

b) l’evento lesivo della salute, della personalità o della dignità del dipendente;

c) il nesso eziologico tra le descritte condotte e il pregiudizio subito dalla vittima nella propria integrità psico – fisica e/o nella propria dignità;

d) l’elemento soggettivo, cioè l’intento persecutorio unificante di tutti i comportamenti lesivi”.

Ne consegue, quindi, che il fenomeno del mobbing “…per assumere giuridica rilevanza implica l’esistenza di plurimi elementi, la cui prova competete al prestatore di lavoro, di natura sia oggettiva che soggettiva e, fra questi, l’emergere di un intento di persecuzione, che non solo deve assistere le singole condotte poste in essere in pregiudizio del dipendente, ma anche comprenderle in un disegno comune e unitario, quale tratto che qualifica la peculiarità del fenomeno sociale e giustifica la tutela della vittima”.

Il T.A.R. Lazio, inoltre, ha circoscritto le peculiarità che invece perimetrano il mobbing nel pubblico impiego, uniformandosi ad un autorevole orientamento adottato dal Supremo Organo della Giustizia Amministrativa con le sentenze nn. 2412/2015 e 1945/2015, per mezzo delle quali è stato stabilito che:

- “la sussistenza di condotte mobbizzanti deve essere qualificata dall’accertamento di precipue finalità persecutorie o discriminatorie, poiché proprio l’elemento soggettivo finalistico consente di cogliere in uno o più provvedimenti e comportamenti, o anche in una sequenza frammista di provvedimenti e comportamenti, quel disegno unitario teso alla dequalificazione svalutazione od emarginazione del lavoratore pubblico dal contesto organizzativo nel quale è inserito che è imprescindibile ai fini dell’enucleazione del mobbing;

- conseguentemente un singolo atto illegittimo o anche più atti legittimi di gestione del rapporto in danno del lavoratore non sono, di per sé soli, sintomatici della presenza di un comportamento mobbizzante”.

Facendo dunque applicazione dei principi di cui alle menzionate decisioni, i Giudici amministrativi aditi hanno ritenuto che il comportamento dell’ente datoriale, il quale mutava l’incarico del ricorrente, non può essere considerato alla stregua della fattispecie del mobbing, anzitutto poiché il ricorrente non adduceva alcun elemento istruttorio a riprova dell’intento persecutorio che dovrebbe avvincere, in un complessivo ed unitario disegno, le condotte poste in essere dal dirigente responsabile, ed, in secondo luogo in quanto il brigadiere non provava che i lamentati danni esistenziali, biologici e dell’immagine, erano strettamente conseguenziali all’attività su di egli ripercossa del dirigente, mancando così il nesso eziologico con i riferiti comportamenti.

Mattia Murra

(11 febbraio 2019)

© RIPRODUZIONE CONSENTITA Italian Open Data License 2.0
(indicazione fonte e link alla pagina)

DIVENTA FAN DEL QUOTIDIANO DELLA P.A.

Potrebbe Interessarti

Condividi la notizia

21 gennaio 2015
Consiglio di Stato | I principi sanciti dalla Terza Sezione del Consiglio di Stato nella sentenza del 12 gennaio 2015.

 
 
Condividi la notizia

21 maggio 2015
Pubblico impiego | La singolare vicenda di un Commissario di Polizia finita davanti al TAR Lazio

 
 
Condividi la notizia

3 ottobre 2016
Corte Costituzionale | Non fondate le questioni di legittimità costituzionale. La sintesi e il testo della sentenza n. 214 del 3 ottobre 2016.

 
 
Condividi la notizia

5 aprile 2016
Statali | Firmata l'ipotesi di accordo quadro nazionale che ridefinisce i nuovi comparti e le nuove aree di contrattazione.

 
 
Condividi la notizia

25 marzo 2018
Tar Veneto | Un'interpretazione innovativa dell'art. 42 bis del Testo Unico del pubblico impiego.

 
 
Condividi la notizia

11 dicembre 2018
CORTE DI CASSAZIONE | I giudici di legittimità escludono l'applicabilità degli istituti del pubblico impiego.

 
 
Condividi la notizia

19 maggio 2017
Riforma della P.A. | Approvati dal Consiglio dei Ministri due decreti legislativi. Le novità in sintesi.

 
 
Condividi la notizia

20 luglio 2015
Riforma della P.A. | La Camera ha approvato in seconda lettura il d.d.l. presentato dal Governo. Il provvedimento torna ora all'esame del Senato.

 
 
Condividi la notizia

16 ottobre 2015
INPS | La nuove modalità operative sono rese possibili dal livello raggiunto nel processo di integrazione, nonché dallo sviluppo delle procedure informatiche e dei sistemi di comunicazione telematica.

 
 
Condividi la notizia

27 agosto 2015
Concorsi | Il possesso dei requisiti psico-fisici dei candidati a posti nel pubblico impiego nella sentenza del 26 agosto 2015 n. 4017.

 
 
Condividi la notizia

31 luglio 2018
CORTE DI CASSAZIONE | Nel pubblico impiego occorre fornire la prova che il mancato pagamento è dipeso da motivate esigenze di servizio o da cause di forza maggiore.

 
 
Condividi la notizia

25 febbraio 2017
Consiglio dei Ministri | Approvati in esame preliminare i decreti legislativi di riforma del testo unico del pubblico impiego, della disciplina della valutazione, del riordino delle forze di polizia, dei vigili del fuoco e dell’Aci/Pra.

 
 
Condividi la notizia

15 febbraio 2015
INPS | I lavoratori del pubblico impiego come i lavoratori del settore privato, possono costruirsi una trattamento di previdenza complementare aderendo ad un fondo negoziale o ad una delle forme di previdenza individuali.

 
 
Condividi la notizia

25 settembre 2014
Naufragio della Costa Concordia | Gregorio De Falco ha lavorato con soddisfazione per 10 anni al servizio operazioni della capitaneria di Livorno. Per il suo spostamento qualcuno, addirittura, parla di "mobbing".

 
 
Condividi la notizia

6 aprile 2021
Corte Costituzionale | La sentenza del 1 aprile 2021 n. 59.

 
 

Ascolta "La Pulce e il Prof"

 
Il diritto divulgato nella maniera più semplice possibile
 
 

Comunicato Importante Selezione Docenti Accademia della P.A.

La Fondazione Gazzetta Amministrativa della Repubblica Italiana, in vista dell’apertura delle sedi dell’Accademia della PA in tutto il territorio nazionale, ricerca e seleziona personale per singole docenze in specifiche materie delle Autonomie locali da svolgersi presso le Accademie della PA e per le attività di assistenza nelle procedure complesse nei Centri di Competenza.

Leggi il comunicato completo

 
 
 
 
Prof. Enrico Michetti
Enrico Michetti
 

Newsletter Quotidiano della P.A.

Copertina Gazzette
 
Registrati alla newsletter GRATUITA settimanale del Quotidiano della P.A. per essere sempre aggiornato sulle ultime novità.
 
 
 
 Tweet dalla P.A.
 

Incorpora le Notizie del QPA

QPA Desk

Inserisci sul sito del tuo Ente, sul tuo sito o sul tuo blog, le ultime notizie pubblicate dal Quotidiano della P.A.

Accedi all'interfaccia per l'inserimento cliccando sul pulsante di seguito:

 
 
Chiudi Messaggio
Questo sito utilizza i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione. Per saperne di più accedi alla Informativa sulla Privacy. Procedendo nella navigazione, acconsenti all'uso dei cookie.