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Appalti pubblici

Aste elettroniche e procedure telematiche, legittima la seduta riservata delle operazioni di gara

Soddisfare l’'interesse pubblico alla trasparenza ed imparzialità nel rispetto dei principi di tutela della par condicio, nella sentenza del Consiglio di Stato del 5 dicembre 2014.

Lo svolgimento in seduta riservata delle operazioni di gara sia per le aste elettroniche che per le procedure telematiche è giustificato dalla particolarità della procedure, che consente una piena tracciabilità delle operazioni, nonché dalla natura essenzialmente quantitativa e vincolata dei criteri di valutazione, dovendo la Commissione valutare se le caratteristiche tecniche delle offerte siano coerenti con le previsioni di gara e poi attribuire il punteggio previsto, e dalla segretezza dell’identità dei candidati fino all’ultima offerta.

È questo il principio sancito dalla Quinta Sezione del Consiglio di Stato che con sentenza del 5 dicembre 2014 ha precisato che tali modalità sono idonee a soddisfare l’interesse pubblico alla trasparenza ed imparzialità che devono caratterizzare le procedure di gara pubbliche nel rispetto dei principi di tutela della par condicio che sono tesi a tutelare i principi di pubblicità e trasparenza che governano la disciplina comunitaria e nazionale in materia di appalti pubblici.

Nell'asta elettronica, infatti, rischi di alterazione del confronto concorrenziale potrebbero verificarsi qualora gli offerenti potessero comunicare tra loro nel corso della speciale procedura ed è per questo che qualora non fosse assicurata una adeguata riservatezza, sussisterebbe la possibilità di accordi non consentiti.

Quindi, conclude il Consiglio di Stato, la circostanza che la prima valutazione completa delle offerte pervenute abbia luogo in seduta riservata, consente di introdurre dei momenti di segretezza, ulteriori rispetto a quelli riguardanti altre procedure, nelle quali le offerte sono immodificabili a seguito dell’apertura delle buste contenenti la documentazione amministrativa e l’offerta tecnica.

Per approfondire scaricare la sentenza

Enrico Michetti

La Direzione

(8 dicembre 2014)

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