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Previdenza

Inps: operazione ...porte aperte

L'istituto Previdenziale apre le porte con l'operazione trasparenza.

Pubblicate nella sezione dedicata, sul sito istituzionale dell'Ente di Previdenza Italiano, informazioni riguardanti l'andamento e il funzionamento dei maggiori "Fondi Speciali" gestiti dall'Istituto tra i quali il Fondo speciale Ferrovie dello Stato, il Fondo speciale dirigenti ex Inpdai, il Fondo speciale per il trasporto aereo.

Si vuol sottolineare che il dato sostanziale, che emerge dalla gestione di detti Fondi speciali, riguarda la presenza perdurante, risalente ormai da svariati anni, di "gravi squilibri gestionali" che si sono piuttosto andati ad aggravare progressivamente nel tempo.

Partendo dall'analisi del Fondo FS si rileva uno squilibrio (che viene ripianato mediante trasferimenti a carico dello Stato) che dai 2.134 milioni di euro dell'anno 2000 è passato a 4.246 milioni di euro per l'anno 2013. Tale Fondo eroga, allo stato attuale, 151.000 pensioni di vecchiaia/anzianità, 1.400 pensioni di invalidità, e 67.000 pensioni di reversibilità.

Il suddetto Fondo risultava, ad onor del vero, in rosso già prima del suo passaggio nella gestione diretta Inps, avvenuto nel 2000 come appunto Fondo Speciale, che venne istituito col nome di Fondo FS nel lontano 1908. Dal 1973 gli squilibri di gestione risultano essere a carico del Bilancio dello Stato.

Al Fondo sono iscritti: dipendenti delle Ferrovie dello Stato assunti prima del 1° aprile 2000; i dipendenti della holding delle FS spa assunti successivamente a tale data; gli ex dipendenti della holding FS trasferiti per mobilità ad altre Amministrazioni Pubbliche che hanno optato per il mantenimento dell'iscrizione al Fondo speciale FS.

Dai grafici pubblicati nella sezione dedicata, del sito Inps e dal conseguente confronto sui dati degli assegni pensionistici corrisposti in base al calcolo retributivo/contributivo nel periodo 2000/2014 emerge chiaramente che il 96% delle pensioni gravanti su tale Fondo subirebbero un taglio medio di notevole entità, se queste venissero "ricalcolate" con il cosiddetto "metodo contributivo", ovvero basandosi sui reali contributi versati durante la intera vita lavorativa.

Ciò si sostanzia in quanto le pensioni corrisposte in passato hanno usufruito di trattamenti "più generosi" legati appunto al sistema di calcolo "retributivo" allora in vigenza. Tale maggior importo corrisposto, come da simulazioni che sono state svolte dall'Inps, nella sezione denominata "porte aperte", si aggirerebbe attorno ad un complessivo 20% circa, arrivando al 30% per il 27% della popolazione alla quale confluiscono gli assegni erogati.

Ancora altri dati evidenziano che il 19% dei pensionati beneficia di maggiori importi fino al +40% rispetto a quanto versato in contributi, e l'8% anche oltre la soglia del +40% di valore del rateo.

L'andamento negativo del Fondo FS è ovviamente da collegarsi anche al saldo, in progressivo deterioramento, tra lavoratori iscritti, in via di estinsione quale popolazione e lavoratori che annualmente vanno in quiescenza, in aumento esponenziale.

L'analisi che l'Inps ha elaborato si sostanzia sull'esame delle "schede previdenziali" di circa 50.000 soggetti andati in pensione dopo il 2000, che sono circa 1/3 del totale degli assegni pensionistici erogati.

Le proiezioni effettuate esaminando il sistema contributivo di calcolo, risultano illuminanti. Se si prende ad esempio un lavoratore andato in pensione nel 2010 all'età di 59 anni con il metodo delle quote età+anzianità, con un assegno lordo di 3.240 euro è stato colcolato che se si fosse invece usato il metodo retributivo, attualmente in uso, il rateo di pensione sarebbe stato di ben 583 euro inferiore; come anche per un lavoratore andato in pensione a 63 anni nel 2013, ricalcolando teoricamente l'assegno in modalità retributiva, si vedrebbe ridursi detto assegno di 335 euro passando da un lordo mensile realmente percepito di 3.525 euro a uno teoricamente spettante di 3.190 euro.

In sostanza tali "simulazioni di ricalcolo", volute e pubblicate con l'avvento del neo Presidente Inps Prof. Tito Boeri, quale "operazione trasparenza", ci dicono che riguardo le tre gestioni speciali allo sato attuale vertenti in "grave disavanzo" ossia: Fondo FS, Fondo ex Inpdai, Fondo Volo, l'Istituto, in ossequio alle normative vigenti, ha accordato, alle suddette categorie particolari di lavoratori, dei trattamenti "particolarmente generosi" e che se teoricamente il Legislatore prevedesse che i trattamenti pensionistici, di queste gestioni speciali, fossero ricalcolati con il "motodo contributivo", attualmente in essere, (importo che corrisponde ai versamenti di "tutta" la vita lavorativa, ai sensi della cosiddetta riforma previdenziale Dini, del 1995) più di una pensione su quattro vedrebbe ridursi l'assegno corrisposto con un abbattimento di oltre il 30%.

 

Stefano Olivieri Pennesi

(4 aprile 2015)

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