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TENNIS

Djokovic trionfa a Wimbledon al termine di una spettacolare finale durata 3 ore e 56 minuti

Nole e Federer entusiasmano il pubblico in cinque set incredibili. Il primo potrebbe chiudere i giochi al quarto set sul 5 a 2, ma lo svizzero si risolleva e arriva al quinto set

Ci sono partite che possono rappresentare lo spot migliore per il tennis come se qualcuno in un lampo di genio l'avesse potuta pensare: quella di ieri a Wimbledon ne ha tutte le caratteristiche. Ci sono colpi di scena, ci sono momenti che lasciano col fiato sospeso, ci sono i ruggiti di due grandi tennisti, campioni. Il primo è di Roger Federer (17 SLAM VINTI) che sotto un sole caldo va subito avanti di un set. Poi però qualcosa cambia. Djokovic (7 SLAM) vince il secondo e il terzo, quello in cui lo svizzero inanella una serie infinita di aces (13), serve l'83 per cento di prime valide e fa punto sul servizio per l'85 per cento eppure perde il set (la differenza la fanno i punti vinti sulla seconda di servizio, 10 per il serbo e 2 per lo svizzero).

E a questo punto cambia ancora qualcosa. Perché il tennis è così e il tennis così, questo tennis, è poesia e Federer si risolleva proprio quando in molti avrebbero pensato che era la fine. Annulla il match point al quarto set sul 2-5 e porta il match al quinto set (nel confronto con Nole le altre due volte al quinto set ha sempre perso) dando prova di una forza di spirito che nessuno può mettere in dubbio e di una condizione fisica di cui in molti dubitavano. Cambia anche il modo di giocare, Federer. Serve e segue la palla a rete molto di più di quanto siamo abituati a vederlo fare. Lo fa anche su una seconda di servizio in un momento di perfetta parità. Ma gli ultimi due game sono di Nole. 6-7 6-4 7-6 5-7 6-4 è il risultato finale, con Federer che resta a sette finali vinte, con Djokovic che torna primo nella classifica mondiale superando Nadal.

Fin qui la poesia di una finale bellissima, lunga come dovrebbero essere le finali più belle di tutti i tempi e avvincente. Ma il tennis è anche statistica, e i numeri di questa finale dicono che Roger ha servito 29 ace, 13 Nole. I doppi falli sono 5 per il primo e 3 per il secondo. E già questo indica il livello di gioco visto dalle parti di Church road. Le prime palle di servizio sono nettamente a favore dello svizzero: 133 su 192 con una percentuale del 69 per cento contro 108 prime valide su 174, 62 per cento. I punti vinti sulla palla di servizio sono 102 su 133 per Federer e 79 su 108 per Nole. I punti a rete vedono il primo  ancora avanti con 44 su 67 a fronte di 26 su 35. Tre break point per lo svizzero, su 7, 4 su 15 per il serbo. Alla fine i punti vinti per il campione 2014 sono 186, 6 in più di quelli portati a casa da Federer.

Qualche altra statistica sul torneo inglese:

Maggior numero di titoli conquistati: Pete Sampras, 7 (1993-1995, 1997-2000)

Maggior numero di titoli consecutivi: Roger Federer, 5 (2003-2007); Bjorn Borg, 5 (1976-1980)

Maggior numero di finali giocate: Pete Sampras, 7 (1993-1995, 1997-2000); Roger Federer, 7 (2003-2009); Boris Becker, 7 (1985, 1986, 1988-1991, 1995)

Maggior numero di finali consecutive: Roger Federer, 7 (2003-2009)

Maggior distanza tra primo e ultimo titolo: Jimmy Connors, 8 anni (1974-1982)

Maggior distanza tra prima e ultima finale: Jimmy Connors, 10 anni (1974-1984); Boris Becker, 10 anni (1985-1995)

Maggior numero di finali senza mai vincere il titolo: Andy Roddick, 3 (2004, 2005, 2009)

Maggior numero di aces serviti in una finale: Roger Federer, 50 (2009)

Maggior numero di games vinti in una finale: Andy Roddick, 39 (2009)

Maggior numero di aces serviti: John Isner, 113 (primo turno 2010)

Giuseppe Bianchi

(7 luglio 2014)

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