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Stipendi bloccati

Sciopero generale di tutte le forze di polizia

E' la prima volta nella storia della Repubblica. La decisione del Governo di bloccare il rinnovo dei contratti ha fatto infuriare le rappresentanze sindacali delle forze di sicurezza.

La notizia della proroga del blocco dei contratti degli statali anche per il 2015, data ieri dal Ministro per la P.A. Marianna Madia, ha scatenato la reazione delle maggiori organizzazioni sindacali di categoria, scese in campo direttamente con i loro segretari generali per contestare fermamente l’annuncio del Governo e preannunciare la mobilitazione dei lavoratori.

Madia, alla Festa dell’Unità di Bologna, oggi ha spiegato con forza le ragioni dell’Esecutivo, mentre da Palazzo Chigi si faceva notare che il blocco dei contratti del pubblico impiego era già previsto nel DEF approvato il 10 aprile scorso dal Governo. Il che è assolutamente vero, tuttavia questa mattina Enrico Marro, sul Corriere della Sera, faceva notare che in quell’occasione il Ministero dell’Economia “aveva smentito questa interpretazione”.

Così come, il mese scorso -ha aggiunto sempre Marro- a seguito della pubblicazione delle notizie relative al blocco degli stipendi degli statali, fu lo stesso Matteo Renzi a smentire indirettamente ed alla sua maniera, twittando una delle frasi che l’hanno caratterizzato in questi mesi: “i giornali di agosto sono pieni di progetti segreti del Governo. Talmente segreti che non li conosce nemmeno il Governo!”.

Tutte queste polemiche, tuttavia, non sembravano aver impressionato particolarmente il Ministro Madia e, tantomeno, il Premier.

La bomba è scoppiata oggi, quando le rappresentanze sindacali di tutte le forze di sicurezza dello Stato italiano, letteralmente infuriate per il blocco degli stipendi prorogato anche per il prossimo anno, hanno annunciato un clamoroso sciopero generale.

E’ la prima volta che succede nella storia della Repubblica ed i toni usati sono pesantissimi ed ultimativi: “Qualora nella legge di stabilità sia previsto il rinnovo del blocco del tetto salariale chiederemo le dimissioni di tutti i capi dei vari corpi e dipartimenti, civili e militari, e dei relativi ministri poiché non sono stati capaci di rappresentare i sacrifici, le specificità, la professionalità e l’abnegazione del proprio personale”, affermano in una nota congiunta i Sindacati e Cocer comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico.

La nota prosegue così: “Per la prima volta nella storia della nostra Repubblica, siamo costretti, verificata la totale chiusura del governo ad ascoltare le esigenze delle donne e degli uomini in uniforme per garantire il funzionamento del sistema  a tutela della sicurezza, del soccorso pubblico e della difesa del nostro Paese, atteso le numerose richieste di incontro rivolte al presidente del Consiglio, ad oggi inascoltate, a dichiarare lo sciopero generale di questi comparti atteso che anche i capi dei singoli corpi e dipartimenti e i relativi ministri hanno girato le spalle al proprio personale”.

La nota conclude sottolineando che lo sciopero “si terrà entro la fine di settembre, qualora dovesse essere rinnovato il blocco del tetto delle retribuzioni”, per poi precisare che sarà attuata una “capillare informazione e sensibilizzazione della società civile sui rischi che corre”, con “azioni di protesta su tutti i territori”.

In sintesi, annunciano la partecipazione allo sciopero generale : i sindacati di Polizia,  Polizia Penitenziaria, Corpo Forestale, Vigili del fuoco e i Cocer Interforze (Esercito, Marina-Aeronautica, Guardia di Finanza e Carabinieri).

IL Ministro Marianna Madia ha assicurato “un surplus di attenzione”, mentre il Presidente del Consiglio si è detto disponibile ad incontrare le rappresentanze sindacali, ma ha precisato di “non accettare ricatti”.

 

Moreno Morando

(4 settembre 2014)

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