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CONSIGLIO DI STATO

Calcio: la Serie B ritorna a 22 squadre (anzi, no!)

Ribaltata la decisione del TAR di tornare al vecchio format.

La storia della Serie B sembrava tutta da riscrivere ed il format, dopo oltre tre mesi dall’inizio del campionato, rischiava seriamente di tornare a 22 squadre.

Il Tar, infatti, solo qualche giorno fa aveva accolto con ordinanza (sul ricorso n. 11425 del 2018) l’istanza cautelare dei club di serie B ricorrenti, sospendendo i provvedimenti impugnati “con conseguente obbligo, per le Autorità competenti, di riesaminare gli stessi, sulla base della corretta applicazione del quadro normativo di riferimento”.

In realtà il Tar non aveva fatto altro che recepire in toto quanto stabilito dal recente Decreto n. 115/2018 del Consiglio dei Ministri che aveva individuato nel Tribunale Amministrativo Regionale l’unico organo competente a decidere sulle “controversie aventi ad oggetto i provvedimenti di ammissione ed esclusione dalle competizioni professionistiche   delle   società    o    associazioni    sportive professionistiche, o comunque  incidenti  sulla  partecipazione   a competizioni professionistiche”. 

Il Tar non solo si dichiarava competente ma andava al di là, smontando pezzo per pezzo la decisione del Tribunale Nazionale Federale:

DIRITTO AL RIPESCAGGIO – Il Tribunale Amministrativo aveva in prima battuta rilevato che, a differenza di quanto stabilito dal TFN, che aveva parlato di “mero diritto soggettivo”, esisteva “in capo alle squadre interessate alla partecipazione al campionato, una posizione giuridica qualificata di interesse legittimo”.

ECCESSO DI POTERE E VIOLAZIONE NORME FIGC – Il Tar aveva altresì osservato come la decisione del commissario straordinario della Federcalcio, di ridurre l’organico della serie cadetta da 22 a 19 squadre, fosse arrivata solo pochi giorni prima dell’avvio del campionato, modificando altresì “l’art. 50 delle NOIF che, proprio per garantire una certa gradualità nell’entrata in vigore di modifiche essenziali, quali quella adottata, prevedeva che ogni variazione dell’organico dei campionati potesse avere effetto solo decorsi due anni dalla sua introduzione”.

Inoltre, secondo il Tribunale, la modifica del format sarebbe stata portata a termine “in violazione degli artt. 13 e 27 dello Statuto F.I.G.C., senza acquisire il deliberato delle altre Leghe, che senz’altro avrebbero dovuto essere coinvolte, in quanto la determinazione dell’organico del campionato di Serie B incide sugli interessi delle squadre del campionato inferiore interessate ad esservi ammesse”.

Arrivando, alla luce di tutto quanto suesposto, alla conclusione della sussistenza del “fumus boni juris sotto i dedotti profili dell’eccesso di potere e della violazione delle norme statutarie dell’ordinamento della F.I.G.C.”.

PREGIUDIZIO GRAVE E IRREPARABILE - Nella decisione di sospensione dei provvedimenti impugnati, il Tar considerava, inoltre, “la prosecuzione del campionato avviato sulla base delle modalità previste nei gravati provvedimenti appare all’evidenza idonea ad arrecare un pregiudizio grave e irreparabile agli interessi della ricorrente di entità difficilmente quantificabile”.

Tuttavia, neanche il tempo per le possibili ripescate di esultare ed ecco puntuale arrivare la doccia fredda.

Il Consiglio di Stato, con decreto inaudita altera parte del 27 ottobre, reso sul ricorso della Lega di Serie B, tornava allo status quo ante (più volte ribadito dalla giustizia sportiva) ritenendo la non sussistenza di un “sufficiente fumus boni iuris in merito all’effettivo superamento – da parte del Commissario Straordinario della F.I.G.C. nell’adozione degli atti impugnati – dei limiti della delega conferitagli”.                                                                     
Secondo il Consiglio di Stato, inoltre, il Commissario Straordinario avrebbe agito “nel dovuto bilanciamento tra gli interessi contrapposti, quello generale alla sicurezza e garanzia del regolare ulteriore svolgimento dei campionati ormai già in corso allo stato permane prevalente, anche per la sua ora accentuata caratterizzazione”. 

Il Consiglio di Stato, pertanto, sospendeva l’ordinanza cautelare del TAR e rinviava al 15 novembre per la discussione in composizione collegiale.

Il format voluto dalla Lega di Serie B è momentaneamente salvo, almeno fino alla prossima tappa di questa incredibile e surreale vicenda. Nel frattempo c’è anche chi, come la Virtus Entella, aspetta ancora di conoscere in quale campionato debba giocare. Ma questa è un’altra storia.

Matteo Raimondi

(29 ottobre 2018)

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