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Attività di estetista

Il Consiglio di Stato boccia l'abbronzatura senza titolo

Per lettini abbronzanti e lampade UVA, anche se direttamente ed autonomamente utilizzati da soci di circoli privati, e' necessaria l'autorizzazione comunale.

In Toscana, nel Comune di Arezzo un circolo privato viene chiuso con ordinanza comunale per mancanza dell'autorizzazione ad esercitare l’attività di estetista.

La questione giunge fino ai Giudici di Palazzo Spada che peraltro non hanno seguito la tesi del circolo che ha tentato inutilmente di sostenere che non sarebbe necessaria l'autorizzazione in quanto si tratterebbe di un'abbronzatura "fai da te": il cliente accende e spegne autonomamente il macchinario.

Sottolinea il Collegio nella sentenza del 4 agosto che la messa a disposizione della clientela di lampade UVA richiede il possesso di tale qualifica anche se il cliente le utilizzi direttamente ed autonomamente: chi decide di servirsi di tali apparecchiature ripone infatti un legittimo affidamento sull'esistenza della relativa specializzazione professionale in capo al personale che gestisce l'esercizio.

Tra l'altro, non manca di rilevare il Consiglio di Stato, come la possibilità del cliente di accendere, applicarsi e spegnere il macchinario, non significa che tale macchinario sia a disposizione dell'utenza in una sorta di "fai da te". Anche a voler ammettere che i macchinari di bellezza potrebbero essere acquistati direttamente da qualsiasi cliente ed utilizzati a domicilio, ciò non toglie che quando il cliente stesso decida di servirsi di quei medesimi macchinari all'interno di un centro che comunque si rivolga alla cura della persona, egli è autorizzato a presumere una specializzazione professionale in capo al personale che gestisce i locali (altrimenti correndo il rischio, per la propria inesperienza, di arrecare danno a se stesso per il non adeguato uso del macchinario).

Peraltro, non rileva neppure il fatto che quei macchinari siano all'interno di un circolo privato in quanto nella sostanza, offrendo ai soci un trattamento estetico a tutti gli effetti, si pone in essere un’attività che è assimilabile all’esercizio al pubblico di un attività protetta per ragioni di salute e di sicurezza il cui esercizio resta subordinato, per legge, alla sussistenza delle condizioni dell’esistenza di un soggetto munito del titolo professionale di estetista e dell’ottenimento di specifica autorizzazione amministrativa.

Del resto, la qualificazione professionale di estetista si intende acquisita mediante il superamento di un esame, preceduto dallo svolgimento di un apposito corso, nell'ambito del quale una delle materie fondamentali di insegnamento tecnico-pratico riguarda, per l'appunto, gli apparecchi elettromeccanici.

Situazione diversa, conclude il Consiglio di Stato – che però non potrebbe consentire l’elusione delle disposizioni pubblicistiche - potrebbe prospettarsi nell’ipotesi in cui ciascun socio si porti da casa la propria lampada abbronzante. Per approfondire cliccare Gazzettaamministrativa.it

Enrico Michetti

La Direzione

(5 agosto 2014)

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