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Il Premier sulla UE

Renzi: "l'Europa non dev'essere un'associazione di burocrati"

Il Presidente del Consiglio ha invocato "aria nuova" per il Paese ed ha poi richiesto all'Unione Europea maggiore flessibilità.

Nella giornata di ieri le agenzie avevano diffuso una sintesi di un’intervista rilasciata da Matteo Renzi al settimanale “Tempi”, nella quale il Premier torna nelle vesti di “rottamatore” dichiarando con enfasi che bisogna “togliere il Paese ai soliti noti, serve aria nuova”, evidenziando che lui non ha mai frequentato “le terrazze romane”.

In serata il Presidente del Consiglio ha, invece, rilasciato dichiarazioni all’emittente toscana Rtv38, partendo subito con un attacco alla UE :”se devo stare dentro un’organizzazione di burocrati ne ho talmente tanti a casa mia che non ho bisogno dell’Europa”, lo riferisce TMnews.

“O l’Europa fa l’Europa”, ha aggiunto il Premier, “o se deve stare lì a fare un elenco di raccomandazioni della Commissione non ci serve. A noi servono le raccomandazioni se c’è un ideale politico, un afflato alto, la voglia di cambiare il mondo. L’Europa deve essere il posto di risposta politica”.

Matteo Renzi si è, quindi, soffermato sull’intervento del Presidente della Bce Mario Draghi al forum delle banche centrali -di cui abbiamo dato conto ieri-, ricordando prima di tutto che le cose che aveva detto qualche settimana fa l’ex Governatore della Banca d’Italia “erano state oggetto di una presunta polemica estiva”, ma sono cose “di buon senso” ha ribadito il Presidente del Consiglio e segretario del PD.

“Lui (ndr :Draghi) ha detto che chi fa le riforme e cambia le cose che bisogna cambiare, e l’Italia ne ha tanto bisogno, ha il dovere di mettere in campo tutti gli strumenti di flessibilità che ci sono”. Ed ancora “noi rispettiamo la regola del 3%, ma diciamo che l’Europa non può essere soltanto dei tagli, vincoli e spread, deve essere attenzione agli ultimi. Io sono andato in Iraq anche per questo, per dire che l’Europa non è soltanto un insieme di parametri, non può voltare la testa”.

In realtà, Matteo Renzi si riferisce alle parole pronunciate da Draghi dopo l’ultimo vertice della Bce, ma non ha invece commentato -se non dicendosi genericamente d’accordo con lui- le frasi contenute nell’intervento del Presidente della Banca Centrale Europea a Jackson Hole,  negli Stati Uniti. Ieri Draghi -l’ha rilevato Massimo Gaggi sul Corriere della Sera ed anche noi sul Quotidiano della P.A.- aveva invitato UE e Stati membri a fare la propria parte con le misure necessarie per combattere la disoccupazione.

Su questo punto, Draghi aveva fatto un esempio con il confronto tra l’Irlanda e la Spagna, con la prima che ha ottenuto molto prima risultati positivi avendo introdotto con prontezza norme che hanno dato “flessibilità al mercato del lavoro”; cosa che la Spagna ha fatto solo dal 2012, ottenendo solo dopo buoni risultati.

Per il commentatore del Corriere della Sera, Massimo Gaggi, era evidente il riferimento indiretto all’Italia (seppur mai formalmente citata da Draghi); ed in verità lo era anche per noi, tanto che il nostro articolo di ieri faceva riferimento all’Italia come “convitato di pietra”, nello scenario rappresentato dal Presidente della Bce.

Pensavamo che il buon amico di Mario Draghi, Eugenio Scalfari, questa mattina avrebbe offerto un’interpretazione autentica delle sue affermazioni, ma il fondatore di Repubblica ha preferito sorvolare. Matteo Renzi, dal canto suo, ha continuato la sua intervista a Rtv38 sottlineando che l’Italia non chiede aiuti all’Europa, “chiede rispetto. Facciamo le riforme per essere seri con noi stessi e smettiamo di piangerci addosso”.

Ha, quindi, ribadito che gli 80 euro saranno confermati, contestando chi sostiene che “non avrebbero incentivato i consumi”. Secondo il Premier, al contrario, “l’analisi dei consumi segna un’inversione rispetto al passato”.

IL Presidente del Consiglio ha poi concluso con una battuta sui sindacati :”si sono arrabbiati? Lasci fare, tanto si arrabbiano sempre”.

Moreno Morando

(24 agosto 2014)

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