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Scontro Governo-sindacati

Renzi: "se i sindacalisti vogliono trattare si facciano eleggere in Parlamento"

Ospite di "Otto e mezzo", il Premier ha ribadito che "le leggi non si scrivono con i sindacati ma in Parlamento. Il sindacato tratta con gli imprenditori, non fa trattative con il Governo".

Ospite di Lilli Gruber a “Otto e mezzo”, su “La 7”, Il Presidente del Consiglio ha affrontato tutti i temi più scottanti del momento, a partire dallo scontro con la leader della Cgil Susanna Camusso, che l’aveva accusato di aver mandato all’incontro di ieri mattina con le associazioni sindacali, una delegazione di Ministri senza “alcun mandato per trattare”.

Secca la risposta di Matteo Renzi: “trattare cosa? La cosa surreale è che Camusso dica che si deve trattare. E’ giustissimo che il sindacato tratti”, ha proseguito il Premier davanti alla Gruber, “ma tratta con gli imprenditori per salvare posti di lavoro. Il sindacato non fa trattative con il Governo, che non chiede il permesso; le leggi non si scrivono con i sindacati, ma in Parlamento”.

Matteo Renzi sembra conoscere alla perfezione gli ultimi sondaggi, illustrati da Nando Pagnoncelli, dai quali risulta l’insofferenza della maggioranza degli italiani verso i “riti” delle interminabili trattative e verso le associazioni sindacali in generale.

“Siamo disponibili ad ascoltare”, ha aggiunto il Premier-segretario del Pd, “ho detto che questa è la nostra manovra; se avete considerazioni da fare vi ascoltiamo; se vi viene più comodo mandateci una mail, ma è ora di finirla di pensare che si alza uno e blocca gli altri”.

“Renzianamente” sprezzante la battuta finale sulle associazioni dei lavoratori: “se i sindacalisti vogliono trattare si facciano eleggere, ce ne sono già, si troverebbero a loro agio!”.

Il Premier è fiducioso sul fatto che la manovra economica appena varata dall’Esecutivo possa finalmente invertire la tendenza negativa degli ultimi anni, anche se non si sbilancia sui numeri in tema di occupazione, considerandolo un azzardo.

Il Presidente del Consiglio non teme scissioni da parte degli oppositori interni del suo partito, alcuni dei quali presenti a Roma alla manifestazione della Cgil, evidenziando che “c’è già qualcosa a sinistra del PD che alle regionali ha preso il 4,3%, mentre il PD il 40”. Renzi ha manifestato rispetto per Maurizio Landini, leader della Fiom: “ha idee diverse dalle mie ma proprio per questo mi piace dialogare con lui”.

Il Premier ritiene che non ci siano in vista le elezioni anticipate, sottolineando di voler continuare il dialogo con Berlusconi (Patto del Nazareno) per garantire al Paese le indispensabili riforme di Sistema, “perché le regole si scrivono anche con l’opposizione”.

In particolare, sulla legge elettorale si è detto favorevole “ad un modello più vicino a quello di due partiti : il centrosinistra ed il centrodestra, chiamiamolo all’americana. Un modello in cui ci sono due grandi partiti evitando la degenerazione vista dei partiti”. Quanto al Movimento 5 Stelle si è detto disponibile ad aprire un confronto anche sull’elezione della Corte Costituzionale.

Infine, sull’Europa, ha dichiarato: “quando vado a Bruxelles talvolta avrei voglia di litigare ogni 3X2, perché c’è un atteggiamento pregiudiziale verso l’Italia, più tra i funzionari che tra i primi ministri. Ma in UE è anche vero che sono abituati a tante promesse che poi non vengono rispettate”.

Secondo Renzi “la credibilità si vede ora nei fatti : le riforme prima erano idee ora sono atti parlamentari approvati in prima lettura. Io difendo la dignità dell’Italia ma lo faccio meglio se riesco a portare a casa riforme”.

Intanto, il Ministro Padoan ha inviato la risposta alla Commissione Europea, che aveva chiesto chiarimenti sul ddl “Stabilità” varato dal Governo. Come era stato annunciato anche dal Quotidiano della P.A., si prospetta un “aggiustamento” concordato dei conti pari allo 0,3%.

Moreno Morando

(28 ottobre 2014)

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