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LA BELLA ITALIA - PAESAGGIO

Il borgo medievale di Brienza

Nel 2005 il comune è stato insignito del titolo di "Città".

Brienza è un comune italiano di 4.085 abitanti della provincia di Potenza, in Basilicata. E’ stato insignito nel 2005, con Decreto del Presidente della Repubblica Ciampi, del titolo di "Città".

Geografia

Sorge a 713 m sul livello del mare nella parte centro-occidentale della provincia, al confine con la parte centro-orientale della provincia di Salerno.

Confina con i comuni di: Sasso di Castalda (6 km), Satriano di Lucania (9 km), Atena Lucana (SA) (12 km), Marsico Nuovo (15 km), Sant'Angelo Le Fratte (16 km), Sala Consilina (SA) (18 km) e Polla (SA) (26 km). Dista 32 km da Potenza e 129 km dall'altra provincia lucana Matera.

Storia

L'origine di Brienza è quasi sicuramente longobarda: la radice burg (luogo fortificato), dal toponimo latino Burgentia, suffragherebbe tale ipotesi.

Il primo nucleo sembra risalire al VII secolo d.C. Il borgo antico si sviluppa soprattutto dopo l’anno 1000 d.C., tutto intorno al castello che con il suo fascino immediato e misterioso, fa di Brienza uno dei centri di origine medievale più interessanti del Mezzogiorno.

Secondo lo storico Giuseppe Gattini, Brienza veniva "nomata Burgentia” e non si sarebbe alieni dal credere che possa essere stato un accantonamento di terre burgansatiche, ridivenute poi feudali, o semplicemente un borgo. È tra i pochi paesi della Basilicata che ha conservato la sua struttura architettonica di borgo medievale.

Uno studio comprensivo del periodo feudale è quello di Tommaso Astarita "The Continuity of Feudal Power: The Caracciolo Di Brienza in Spanish Naples" - Cambridge University Press (CUP), 1991 (in Inglese).

I marchesi Caracciolo di Brienza (insediatisi nel borgo intorno al 1400) erano un ramo di uno dei clan più antichi e potenti nel regno di Napoli, ed erano tra le cento più ricche famiglie feudali in quel periodo.

Il Borgo

Il borgo di Brienza si presenta con un modello ad avvolgimento centripeto avente per fulcro naturale il Castello Caracciolo, posto alla sommità di un colle, sui pendii del quale si avviluppano e si divincolano in una miriade di prospettive fasci concentrici di case, abbarbicati precariamente alla roccia scoscesa.

Alla fine di via Mario Pagano, dove anticamente era situata una delle porte di accesso, si inerpicano sul poggio due stradine, quella di Santa Maria a sinistra e di San Michele dei Greci a destra.

Sul versante opposto, ove si accede per la "Portella" ancora visibile nella cinta muraria del Castello, brandelli di muri su viottoli ormai quasi del tutto cancellati, testimoniano l'esistenza andata di altri rioni che completavano il borgo: la Torricella, san Martino, San Sebastiano, Via Nuova, San Nicola e Santa Elisabetta.

Più giù, verso il fiume, si alza ancora il perimetro dell'antichissima Chiesa di San Martino, probabilmente il primo centro di culto della "Burgentia Fidelis". Domina sulla confluenza di due torrenti (il Pergola e il Fiumicello), la torretta di guardia ("Trucedda" - torretta), sita all'estremità della cinta muraria, che sale fino alla torre circolare del Castello, posta a nord.

Architetture religiose

Chiesa dell'Annunziata: Chiesa ad unica navata dalla volta affrescata con l'immagine di Gesù Cristo e dei quattro Evangelisti. Risalente al 1571 e già appartenuta ai Padri Minori Osservanti, è opera di Cafaro Pignoloso di Cava dei Tirreni.

Chiesa Madre di Santa Maria Assunta: la Chiesa, probabilmente risalente alla fine dell'Xl secolo, fu fortemente danneggiata a seguito dei terremoti del 1761 e 1857, quando furono aggiunti l'ampio sagrato e la cripta per la sepoltura del clero.

Chiesa di San Michele dei Greci: la Cappella è detta dei Greci perché adibita al rito ortodosso, ad unica navata in pietra rettangolare, contiene all'interno un unico altare e un ciclo di bellissimi affreschi di difficile attribuzione.

Chiesa del S.S. Crocifisso: la Chiesa secondo la tradizione è risalente al 1237, sebbene studi più recenti l'abbiano datata a non più di quattro secoli fa. Si tratta di un piccolo edificio ad unica navata che conserva, al suo interno, alcuni affreschi del 1700.

Architetture militari

Castello Caracciolo

Assegnata da Federico II a Gentile de Petruro e, successivamente, dagli Angioini ai De Poncellis, dal XV sec. Brienza legò strettamente la sua storia alla famiglia dei Caracciolo che si insediarono stabilmente nel castello, ampliandolo.

La rocca era, forse, un'antica fortezza angìoina di cui rimane traccia nel mastio cilindrico e nella semitorre circolare situata al centro della cinta muraria per interrompere l'uniformità della cortina e assicurare una più efficace difesa: nel Medioevo si presentava protetto, secondo il metodo delle fortificazioni longobarde, con le case addossate le une alle altre, che costituivano una valida difesa da eventuali attacchi nemici.

Una scalinata in pietra, a cielo aperto, conduce ad un terrazzo a terrapieno posto davanti all'ingresso principale. Un'antica tradizione attribuisce al castello 365 stanze, una per ogni giorno dell'anno.

I Caracciolo, con alterne vicende, rimasero proprietari del feudo e del castello fino al 1857, anno in cui l'ultima esponente della famiglia, Maria Giulia, lo lasciò in eredità al nipote Luigi Barracco.

Iniziò da questo momento la lenta decadenza del maniero; infatti, alla morte del Barracco, il feudo passò a vari feudatari e amministratori che si disfecero, con una serie di vendite, dei beni rustici lasciando in completo abbandono il castello (fortemente danneggiato dal sisma del 1857).

L'ultimo proprietario, il De Luca, lo donò, infine, a Francesco Mastroberti, il quale cominciò a vendere quanto di vendibile rimaneva nell'antica costruzione per mantenere i suoi 18 figli in un paese che non aveva ormai più niente altro da offrire.

Il maniero, che all'inizio dei 1900 era stato dichiarato di interesse storico, subì, in seguito al terremoto del 1980, il crollo della parete est e della parete sud.

Attualmente in fase di radicale restauro, sono stati portati alla luce e recuperati le originarie pavimentazioni di numerosi ambienti e ritrovate varie statue, in pietra dura locale, che sono state poste all'interno del Municipio.

Durante l'Estate, Il borgo antico e il Castello sono lo scenario e i soggetti principali di numerose manifestazioni e rievocazioni, tra le più importanti della regione, che continuano ad attrarre migliaia di visitatori.

Fonte: Wikipedia

 

Francesco La Scaleia

(12 ottobre 2015)

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