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Governo Renzi e conti pubblici

Agenzia Reuters: "la partita si gioca negli USA, a Francoforte e Bruxelles; non a Roma"

Il Presidente del Consiglio stenta ad imporre i suoi ritmi e la sua linea nelle grigie stanze delle Cancellerie europee e mondiali.

Il Premier sta trascorrendo le sue brevi vacanze in Versilia smentendo voci che si sono fatte sempre più insistenti. Questa mattina ha dichiarato con un twitter: ”i giornali di agosto sono pieni di progetti segreti del governo. Talmente segreti che non li conosce nemmeno il governo. #nonesiste#maddeche” (ndr: testuale).

Con queste battute sempre pronte, semplici e, finora, efficaci il Presidente del Consiglio continua ad occupare il centro della scena politica in Italia, negando tutte le indiscrezioni su presunti piani dell’Esecutivo sui vari dossier aperti per il dopo ferie.

In particolare, negando la presunta trattativa con l’Unione Europea sui conti pubblici per una maggiore flessibilità in cambio di riforme; smentendo, inoltre, le voci su interventi sulle pensioni più alte, dopo la levata di scudi di politici e sindacalisti.

Protagonista in Italia, si diceva; ma il problema sta proprio qui. Poche ore fa l’agenzia tedesca Reuters, in riferimento alle questioni dei conti pubblici italiani, titolava molto significativamente: “la partita è europea, non nazionale”. Per concludere -nel caso in cui il concetto non fosse sufficientemente chiaro- che: ”la partita si gioca negli USA, a Francoforte e a Bruxelles. Quella romana è fatta per ora di polemiche politiche nostrane”.

Sempre Reuters, di seguito ha elencato uno dopo l’altro gli appuntamenti cruciali dei prossimi giorni: il primo è fissato per venerdì 21 agosto negli Stati Uniti e riguarda i banchieri centrali del mondo. Il 30 agosto è fissato da tempo l’incontro del Consiglio Europeo, convocato per dirimere l’intricata vicenda delle nomine, anche se non sembra credibile che non si parli anche di Economia.

A metà settembre è attesa una riunione cruciale della Bce, che dovrebbe adottare misure anti-deflattive. Gli opinionisti, inoltre, si aspettano che quanto prima inizi un serio approfondimento sui possibili investimenti europei.

Come si vede, sono tutti appuntamenti fondamentali per il futuro dell’Unione Europea e della sua Economia. Alcuni opinionisti ed analisti (Panebianco, Napolitano, Scalfari, Pansa), a quanto pare,  non hanno l’impressione che -al di là delle dichiarazioni di facciata dei nostri rappresentanti- l’Italia in queste sedi abbia molto peso.

 E’ di oggi la notizia -diffusa da Adnkronos- che un portavoce dell’UE, sulla richiesta di intervento formulata dal Governo italiano a Bruxelles, per l’afflusso dei migranti soprattutto dall’Africa, ha dichiarato :”Frontex è una piccola Agenzia senza mezzi e quindi sono gli Stati europei (ndr : in sostanza, noi) che devono fare di più sul fronte immigrazione”. Questo succede esattamente dopo pochissimi giorni dall’intervento del Ministro Alfano, sulla necessità che a “Mare Nostrum subentrino Frontex e l’Europa”.

Tanto è bastato per scatenare la durissima reazione del capogruppo della Lega Nord alla Camera Massimiliano Fedriga, che ha dichiarato: ”Alfano e Renzi sono stati smentiti dalla Commissione UE. Altro che ‘Frontex prenderà il posto di Mare Nostrum’, come più volte dichiarato dal Premier e dal Ministro dell’Interno. I contribuenti italiani”, ha aggiunto il deputato leghista, “continueranno a pagare l’invasione programmata dal governo perché l’Unione se ne lava le mani”.

Da parte sua, Alfano ha detto che non intende accettare in alcun modo una sorta di “scaricabarile” da parte della UE, “a scapito degli interessi italiani”.

Anche sulla questione della dura battaglia iniziata da Renzi con i partner della UE per aggiudicarsi la nomina (per la Mogherini) dell’Alto Rappresentante per la Politica Estera, è stata espressa -soprattutto da Eugenio Scalfari, ma non solo da lui- perplessità sull’effettivo “peso politico” di questo ruolo, sulla scorta della negativa esperienza dell’attuale responsabile, la britannica Ashton.

C’è anche da segnalare, purtroppo, che -anche se siamo nel semestre di Presidenza italiana della UE- i nostri partner più importanti non sembrano avere molta considerazione per i rappresentanti del nostro Governo. E’ successo con il vertice a Vienna sulla Striscia di Gaza, al quale nessuno ci ha invitato. E’ capitato di nuovo sulla questione dell’Ucraina;  anche qui, nel vertice di Berlino di due giorni fa il nostro Ministro degli Esteri non ha ricevuto alcun invito.

Renzi fa il possibile per “difendere” la posizione, ma da Presidente in carica della UE sembra più costretto ad organizzare improvvisate visite in Egitto e, domani, a Baghdad ed Erbil, per restare sulla scena internazionale in un momento in cui l’Italia -per la verità- ci dovrebbe stare “di diritto”, proprio perché ci troviamo nel semestre italiano.

In conclusione, la situazione è molto complicata ed i leader dell’Unione non sembrano affatto interessati alle riforme costituzionali che Renzi ha trasformato, di fatto, in una “bandiera”. A Bruxelles e, soprattutto a Berlino, quello che conta più di tutto sono i conti in ordine ed il rispetto delle regole europee. E su questo noi qualche problema ce l’abbiamo da tempo, da molto prima che Matteo Renzi assumesse responsabilità di Governo.

Moreno Morando

(19 agosto 2014)

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