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Salute

Fumo: dal 20 maggio in vigore in tutta Europa le nuove norme

La Direttiva 2014/40/UE è stata recepita in Italia con 5 mesi di anticipo con il Decreto Lgs. n.6 del 12.1.2016

Il Ministero della Salute rende noto attraverso un comunicato che dal 20 maggio 2016 entrano in vigore in tutta Europa le norme della Direttiva 2014/40/UE sul ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative alla lavorazione, alla presentazione e alla vendita dei prodotti del tabacco e dei prodotti correlati.

L’Italia ha recepito la Direttiva con 5 mesi di anticipo con il Decreto Lgs. n. 6 del 12 gennaio 2016.
Dopo la Legge 3 del 16 gennaio 2003 (art. 51) “Tutela della salute dei non fumatori”, si tratta del principale intervento normativo in materia di tabacco degli ultimi anni.

Obiettivo principale della Direttiva europea e del decreto è assicurare un elevato livello di protezione della salute dissuadendo i consumatori (in particolare i giovani) dall’acquisto e dal consumo di prodotti contenenti tabacco e nicotina.

Principali novità introdotte dal recepimento della Direttiva

Il recepimento della direttiva europea sui prodotti del tabacco prevede queste novità:

  • L’introduzione sulle confezioni di sigarette, tabacco da arrotolare e tabacco per pipa ad acqua delle “avvertenze combinate” relative alla salute: testo, fotografia a colori e numero del telefono verde contro il fumo (800.554.088). Le avvertenze occuperanno il 65% del fronte e del retro delle confezioni e dell’eventuale imballaggio esterno
  • divieto di additivi che rendono più “attrattivo” e “più nocivo” il prodotto del tabacco (es: caffeina, vitamine, coloranti delle emissioni, nonché additivi che facilitino l’inalazione o l’assorbimento di nicotina e che abbiano proprietà cancerogene, mutageniche o tossiche)
  • abolizione dei pacchetti da 10 sigarette e delle confezioni di tabacco da arrotolare contenenti meno di 30 grammi di tabacco
  • divieto di utilizzare nell’etichettatura elementi promozionali e fuorvianti, come riferimenti a benefici per la salute o per lo stile di vita, ad un gusto o un odore, etc.
  • divieto di apporre sulle etichette informazioni relative al contenuto di catrame, nicotina o monossido di carbonio, ritenute ingannevoli per il consumatore che, nel confronto tra più prodotti, tende a preferire quello con minori quantità di tali sostanze, ritenendolo meno nocivo
  • divieto di “aromi caratterizzanti” nelle sigarette e nel tabacco da arrotolare. Per “aromi caratterizzanti” si intendono: odori o gusti chiaramente distinguibili, dovuti a un additivo o a una combinazione di additivi, come: frutta, spezie, erbe, etc.
  • divieto di vendita a distanza transfrontaliera (on line) ai consumatori di prodotti del tabacco, sigarette elettroniche e contenitori di liquido di ricarica con presenza di nicotina.

Sono state, inoltre, introdotte numerose misure relative alle sigarette elettroniche con nicotina, quali:

  • divieto di vendita ai minori di 18 anni di sigarette elettroniche e di liquido di ricarica con presenza di nicotina, già precedentemente disposto da un’ordinanza del Ministro della salute
  • introduzione di requisiti di sicurezza per le sigarette elettroniche e i contenitori di liquido di ricarica contenenti nicotina, a prova di bambino e di manomissione, corredati da un “foglietto illustrativo”, contenente istruzioni d’uso, controindicazioni, informazioni su eventuali effetti nocivi, etc.

Si tratta di un risultato rilevante, coerente con le finalità della Convenzione Quadro OMS per il Controllo del tabacco approvata nel 2005 e diventata legge in Italia nel 2008, ma va ricordato che la lotta al tabagismo, uno dei principali determinanti di molte malattie croniche, necessita di un sempre maggiore impegno multisettoriale, vista la pluralità di interessi correlati ai prodotti del tabacco che contrastano con l’interesse primario della tutela della salute.

Nuove disposizioni e obblighi in decreto 

Oltre a queste misure che saranno valide in tutti i Paesi Europei, l’Italia ha voluto, inoltre, introdurre alcune disposizioni fortemente sostenute  dal Ministero della salute, in quanto coerenti con l’obiettivo di assicurare la maggior protezione possibile per i minori, anche favorendo la denormalizzazione del fumo e l’accettabilità sociale di tale comportamento
Queste misure,  applicate già da gennaio, all’emanazione del Decreto Legislativo prevedono:

  • divieto di vendita ai minori dei prodotti dei prodotti del tabacco di nuova generazioneù
  • divieto di fumo in autoveicoli in presenza di minori e donne in gravidanza
  • divieto di fumo nelle pertinenze esterne degli ospedali e degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) pediatrici, nonché nelle pertinenze esterne dei singoli reparti pediatrici, ginecologici, di ostetricia e neonatologia
  • inasprimento delle sanzioni per la vendita e somministrazione di prodotti del tabacco, sigarette elettroniche e prodotti di nuova generazione ai minori
  • verifica dei distributori automatici, possibilmente al momento dell’istallazione e comunque periodicamente, al fine di controllare il corretto funzionamento dei sistemi automatici di rilevamento dell’età dell’acquirente.

L’auspicio è che tali misure, accanto alle azioni promosse dalle Regioni attraverso i Piani Regionali della Prevenzione possano contribuire efficacemente al raggiungimento dell’obiettivo del Piano Nazionale della Prevenzione 2014-2018 (PNP) della riduzione della prevalenza dei fumatori di almeno il 10% entro il 2018, nonché il miglioramento/consolidamento della tutela dei non fumatori dal fumo passivo con l’incremento almeno del 5% dei valori del rispetto della legge nei luoghi di lavoro.

In tal modo anche l’Italia concorrerà alla riduzione di un ulteriore 30% della prevalenza dei fumatori mondiali entro il 2025, previsto dal Piano d’azione globale per la prevenzione della malattie croniche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

A sostegno del PNP, il Ministero sarà impegnato a favorire un’azione più incisiva e coordinata da parte di tutti gli operatori sanitari, a partire dai medici di medicina generale e dai pediatri, nonché a  rafforzare l’azione di advocacy verso le altre Amministrazioni coinvolte, seguendo le indicazioni della Convenzione OMS e i principi della Health in all policies promossi da Guadagnare salute.

Per approfondire leggi:

Fonte Ministero della Salute, comunicato del 18 maggio 2016

 

Paolo Romani

(19 maggio 2016)

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