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Corte di Cassazione

Dire ad altri che una persona è "Matta" non è diffamazione

Nel linguaggio comune la frase è sinonimo di persona eccentrica ovvero irascibile. La sentenza n. 21021/2016.

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Era stata condannata per il reato di diffamazione previsto dall'art. 595 del codice penale perchè parlando alla presenza di più persone aveva utilizzato l'epiteto "matta" per indicare la persona offesa.
 
La Corte di Cassazione, Sezione Quinta con la sentenza n. 21021/2016 (Presidente: Savani udienza 21.04.2016) ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna perché il fatto non sussiste, in quanto i giudici del merito, sostanzialmente, avevano ancorato la valutazione dell'offensività della condotta al mero significato lessicale del termine "matta", per di più astraendolo dal contesto della frase in cui è stato pronunziato.
 
In particolare, i Giudici di Palazzaccio hanno affermato che per l'accertamento dell'idoneità dell'espressione utilizzata a ledere il bene protetto dalla fattispecie incriminatrice di cui all'art. 595 c.p., occorre fare riferimento "ad un criterio di media convenzionale in rapporto alle personalità dell'offeso e dell'offensore nonché al contesto nel quale detta espressione sia pronunciata; nel contempo è necessario considerare che l'uso di un linguaggio meno corretto, più aggressivo e disinvolto di quello in uso in precedenza è accettato o sopportato dalla maggioranza dei cittadini determinando un mutamento della sensibilità e della coscienza sociale".
 
Nella sentenza la Corte di Cassazione ha espressamente ritenuto il termine in questione come inidoneo a ledere la reputazione della persona offesa, non riflettendo l'intenzione di formulare un effettivo giudizio di disvalore della medesima, quanto piuttosto fare riferimento "a quei significati che il suddetto termine è venuto assumendo nel linguaggio comune come sinonimo di persona eccentrica ovvero irascibile e similaria e che sono socialmente considerati accettabili".
 
Enrico Michetti
 
Fonte: Corte di Cassazione

La Direzione

(24 maggio 2016)

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