Condividi la notizia

Corte di Cassazione

Diffamazione: quando i manifesti sulla pubblica via ed i post su Facebook contro dipendenti comunali sono reato

L'esercizio del diritto di critica richiede la verità del fatto. La sentenza della Suprema Corte.

Confermata dalla Corte di Cassazione la natura diffamatoria del contenuto di manifesti affissi nella pubblica via e su facebook con i quali l'imputato accusava senza fondamento un'impiegata comunale di aver favorito il fratello per la fornitura di mobili a favore dell'amministrazione Comunale, affermazione fatta al fine di acquisire consensi elettorali per le successive elezioni. 

Inutile è stato per l'imputato invocare a sua discolpa l'esercizio del diritto di critica sul rilievo di essersi limitato con tali comunicati a segnalare ai propri compaesani che la fornitura di poltrone da parte del fratello della persona offesa fosse avvenuta senza una preventiva gara e con un prezzo più elevato rispetto ad altre, altrettanto valide, offerte dal mercato.

La Corte di Cassazione, Sezione Quinta, con sentenza del 12 luglio  2017 n. 34160 (Presidente: PALLA Relatore: FIDANZIA - Data Udienza: 12/06/2017) ha ritenuto corretta la statuizione dei giudici di merito che hanno osservato come il criticante, quando giunge ad accusare il criticato di veri e propri comportamenti antigiuridici, deve quantomeno indicare il fondamento fattuale delle sue accuse, precisando donde abbia tratto il suo convincimento, e ciò sul rilievo che se la critica è svincolata dal presupposto della verità (non essendo vera o falsa ma soggettivamente condivisibile o non condivisibile), non è svincolato da tale presupposto il fatto che si intende criticare. 

Tale affermazione, precisa la Corte, si inserisce nell'orientamento consolidato secondo cui l'esercizio del diritto di critica richiede la verità del fatto attribuito e assunto a presupposto delle espressioni criticate, in quanto non può essere consentito attribuire ad un soggetto specifici comportamenti mai tenuti o espressioni mai pronunciate. Quindi, limitatamente alla verità del fatto, non sussiste alcuna apprezzabile differenza tra l'esimente del diritto di critica e quella del diritto di cronaca, costituendo per entrambe presupposto di operatività. 

D'altra parte - prosegue il Collegio - pienamente corretta è l'affermazione del giudice di secondo grado secondo cui un soggetto, per invocare la scriminante dell'esercizio del diritto di critica, non può limitarsi alla mera allegazione dell'esistenza del fatto che intende criticare. "Deve, infatti, ritenersi che come l'imputato che invochi il diritto di cronaca ha l'onere di provare la verità della notizia riportata o quantomeno offrire la prova della cura posta negli accertamenti svolti per vincere dubbi ed incertezze prospettabili in ordine alla verità della notizia, altrettanto, con riferimento all'esercizio del diritto di critica, l'agente è onerato di indicare e fornire tutti gli elementi comprovanti la dedotta causa di giustificazione al fine di porre il giudice in condizione di valutare seriamente la fondatezza di tale argomento difensivo".

Nella vicenda in esame l'imputato si è limitato nei comunicati offensivi a dedurre dei fatti dei quali non ha fornito neppure un principio di prova, con la conseguenza che la Corte ha ritenuto insussistente la scriminante dell'esercizio del diritto di critica ed anche della critica politica, quest'ultima è stata esclusa in ragione della mancata appartenenza dell'impiegata comunale ad un contrapposto orientamento e schieramento politico rispetto a quello del prevenuto.

Enrico Michetti

Per approfondire scarica la sentenza 

Fonte: Massimario G.A.R.I.

 

La Direzione

(28 luglio 2017)

© RIPRODUZIONE CONSENTITA Italian Open Data License 2.0
(indicazione fonte e link alla pagina)

DIVENTA FAN DEL QUOTIDIANO DELLA P.A.

Potrebbe Interessarti

Condividi la notizia

17 novembre 2016
Giustizia | I principi sanciti nella sentenza della Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione del 16.11.2016.

 
 
Condividi la notizia

25 luglio 2017
Enti Locali | La sentenza depositata in data 20 luglio 2017 dalla Sezione Sesta Penale della Corte di Cassazione.

 
 
Condividi la notizia

1 agosto 2016
Diffamazione | La sentenza della Cassazione n. 32791 del 27 luglio 2016 sulle problematiche derivanti dall'utilizzo dei Social e sulla dichiarazione di non doversi procedere in caso di condotta riparatoria.

 
 
Condividi la notizia

18 agosto 2016
Corte di Cassazione | I principi sanciti dalla Quarta Sezione Penale nella sentenza n. 34800 del 10 agosto 2016.

 
 
Condividi la notizia

18 febbraio 2017
Corte di Cassazione | Licenziamento ritorsivo. La diffusione sul web. La sentenza della Suprema Corte.

 
 
Condividi la notizia

24 maggio 2016
Corte di Cassazione | Nel linguaggio comune la frase è sinonimo di persona eccentrica ovvero irascibile. La sentenza n. 21021/2016.

 
 
Condividi la notizia

21 febbraio 2017
Suprema Corte | Nessuna depenalizzazione del reato di disturbo della quiete pubblica. La sentenza del 14 febbraio 2017.

 
 
Condividi la notizia

16 febbraio 2017
Corte di Cassazione | Offesa all'onore di consiglieri comunali. La scriminante dell'esercizio del diritto di critica politica. La sentenza della Suprema Corte del 10.2.2017.

 
 
Condividi la notizia

20 marzo 2016
Abolitio criminis | La soglia di rilevanza penale stabilita dall'art. 3 d.lgs. 15/1/2016 n. 8 nella sentenza della Corte di Cassazione n. 11376/2016.

 
 
Condividi la notizia

18 settembre 2016
Corte di Cassazione | I principi sanciti nella sentenza n. 36866 del 6.9.2016.

 
 
Condividi la notizia

26 febbraio 2017
Corte di cassazione | Il reato è consumato anche se la vittima agisce come agente provocatore. La sentenza del 20 febbraio 2017.

 
 
Condividi la notizia

9 marzo 2016
Corte di Cassazione | I principi sanciti nella sentenza n. 8275/2016.

 
 
Condividi la notizia

6 ottobre 2016
Diritto di satira | Assolto il condomino che distribuiva volantini con la caricatura in Pinocchio dell'amministratore condominiale. La sentenza della Corte di Cassazione n. 41785 del 5.10.2016.

 
 
Condividi la notizia

18 luglio 2016
Corte di Cassazione | I principi sanciti nella sentenza della Prima Sezione Penale n. 26776/2016.

 
 
Condividi la notizia

23 aprile 2014
Reato di diffamazione | Per la Suprema Corte e' reato l'insulto rivolto a persona non individuata ma individuabile.

 
 
 
 
 
 
 

Newsletter Quotidiano della P.A.

Copertina Gazzette
 
Registrati alla newsletter GRATUITA settimanale del Quotidiano della P.A. per essere sempre aggiornato sulle ultime novità.
 
 
 Tweet dalla P.A.
 
CORTE
COSTITUZIONALE
 
CORTE DI GIUSTIZIA DELL'UNIONE EUROPEA
 

Incorpora le Notizie del QPA

QPA Desk

Inserisci sul sito del tuo Ente, sul tuo sito o sul tuo blog, le ultime notizie pubblicate dal Quotidiano della P.A.

Accedi all'interfaccia per l'inserimento cliccando sul pulsante di seguito:

 
 
Chiudi Messaggio
Questo sito utilizza i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione. Per saperne di più accedi alla Informativa sulla Privacy. Procedendo nella navigazione, acconsenti all'uso dei cookie.