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LAVORO

Cgil, la Fiom proclama due manifestazioni a novembre. In cantiere anche lo sciopero generale

I due incontri con ministro per lo Sviluppo economico e con il Presidente del consiglio non soddisfano i sindacati dei metalmeccanici della Cgil. Due giorni di sciopero e manifestazioni a Milano e a Napoli il 14 ed il 21 novembre.

La Fiom ha deciso: due giornate di manifestazione e poi lo sciopero generale. Questa la decisione del sindacato che contesta il jobs act del Governo e che di fatto arriva a poche ore dagli scontri tenutisi a Roma tra manifestanti (operai e sindacalisti della Ast di Terni) e forze dell'ordine.

Andando per ordine: la Fiom di Landini ha deciso di dare vita a otto ore di sciopero nelle giornate dell'14 (con manifestazione in piazza a Milano) e del 21, questa volta la manifestazione si terrà a Napoli. Lo sciopero generale della Cgil invece si dovrà decidere nella riunione del Direttivo in programma il 12 novembre. “Rispondiamo con la mobilitazione all’aggressione contro i lavoratori che manifestavano pacificamente” recita un comunicato della Fiom e che naturalmente si riferisce agli scontri avvenuti a Roma. Niente intesa nemmeno dopo che la Acciai Speciali Terni ha deciso di ridurre da 550 a 150 gli esuberi in azienda. In realtà sarebbero 290, ma 140 operai avrebbero già accettato la mobilità volontaria e resterebbero le altre 150 unità. L'annuncio arriva direttamente dal ministro per lo Sviluppo Economico, Federica Guidi che convocato – dopo l'incontro di ieri – sindacati e azienda il prossimo 6 novembre.

La “vicenda Ast” però è anche il teatro di scontro tra il segretario della Cgil Camusso ed il Presidente del Consiglio Renzi che invita ad abbassare i toni e a cui la prima risponde che dovrebbe far abbassare i manganelli dell'ordine pubblico.

Il presidente del Consiglio ha comunque ricevuto i sindacati dell’Ast assicurando che saranno effettuate verifiche e atti conseguenti. Il sottosegretario Graziano Delrio ha però aggiunto: “Nessuno in questo governo ha mai detto di alzare i manganelli sui lavoratori. Le dinamiche dell’episodio di ieri saranno chiarite nelle prossime ore”. L'incontro tra il Presidente e i sindacati (vi ha preso parte anche il capo della Polizia Pansa) non ha comunque soddisfatto Landini che ha affermato: “Oggi non abbiamo avuto delle scuse, mentre invece sarebbero utili, il governo ce le deve”.

Un migliaio di operai che stazionavano davanti all’ambasciata tedesca ha iniziato a spostarsi verso il Ministero dello Sviluppo Economico. In piazza Indipendenza gli scontri con la Polizia ripresi da svariate telecamere. I sindacati denunciano: “Aggrediti senza alcun motivo dalla polizia”. Cinque i feriti finiti in ospedale, tra i quali anche Gianni Venturi e Rosario Rapa della segreteria nazionale del sindacato dei metalmeccanici della Cgil.

La questura: 4 agenti contusi e nessuna carica, solo un’azione di contenimento quando gli operai hanno cercato di sfondare il cordone per andare a occupare la stazione Termini. Il ministro Alfano respinge le ipotesi di premeditazione rispondendo forse al Movimento 5 Stelle che per voce del deputato Riccardo Fraccaro parla di “Operai Ast Terni manganellati per reprimere protesta. Regime renziano massacra diritti per tutelare poteri forti: ordini dall’alto”, o in risposta allo stesso Landini che poco dopo le cariche affermava: “Dica una parola la Presidenza del Consiglio invece di fare slogan del c...o, dica qualcosa su quel che sta succedendo. Dobbiamo anche essere picchiati da altre persone che devono lavorare? Ma che diano l’ordine di colpire quel che c’è da colpire, in un Paese di ladri, di gente che evade, di corruzione, se la vengono a prendere con gli unici onesti? Ma come siamo messi?”.

Ma il Presidente Renzi deve affrontare anche la minoranza del proprio partito: “Per poco all’ospedale non ci finiva anche Landini. Mi chiedo sinceramente se ci si renda conto. La situazione così scappa di mano” ha dichiarato Pippo Civati. Stefano Fassina invece esprime “Preoccupazione e solidarietà ai lavoratori della Ast per quello che è successo a Roma: stanno conducendo una battaglia durissima non solo per difendere il loro posto di lavoro ma un pezzo della manifattura italiana”.

Gli altri sindacati: “Oggi è successo un fatto grave e inaccettabile. Le forze dell’ordine non devono alimentare il disordine. Il Governo deve intervenire e risponderne, perché episodi del genere non possono passare sotto silenzio” ha dichiarato il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti. “Noi abbiamo sempre il massimo rispetto nei confronti delle forze dell’ordine che fanno il loro dovere. Ma è davvero incomprensibile e grave quello che è accaduto oggi” è invece la posizione di Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl.

Giuseppe Bianchi

(31 ottobre 2014)

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